Parisi Giovanni

Quella di Giovanni è una famiglia di contadini da almeno tre generazioni. Le radici solide di una tradizione, che va oltre l’agricoltura biologica.Pixel e Datterino sono le due varietà su cui si concentra la produzione dell’azienda. La prima ha un gusto dolce abbinato a un’eccellente consistenza, mentre il sapore della seconda è un giusto equilibrio tra acidi e zuccheri. 

Quella di Giovanni Parisi è l’idea di un’agricoltura priva di artificio o manierismo, diretta come il carattere dei contadini di un tempo che fu, ma che in questo angolo di Sicilia continua ad essere.

LA STORIA

L'agricoltura: amore e passione

Il metodo di coltivazione è da sempre stato naturale, prima ancora che l’uso di questo termine fosse così inflazionato. La concimazione è a base di stallatico. L’impollinazione avviene tramite l’utilizzo di insetti pronubi, come i bombi, che permettono una fruttificazione intensa senza l’utilizzo di ormoni esterni.

L’agricoltura è amore e passione per la terra e questo il principio ispiratore dell’Azienda agricola Parisi, ubicata nel territorio di Scicli, zona particolarmente vocata all’agricoltura. Accanto alle colture più redditizie, i Parisi hanno deciso di rivalutare e coltivare una varietà di fagiolo, scomparsa nel tempo dalle tavole a causa della bassa resa e dell’avvento delle coltivazioni intensive in serra.

Si tratta del fagiolo cosaruciaru (in dialetto cosa dolce), la cui principale caratteristica è proprio la dolcezza, tale da essere stato riconosciuto Presidio Slow Food. È un legume di piccole dimensioni, dal caratteristico colore bianco panna con screziature marroni; la sua pianta, annuale, viene coltivata a pieno campo secondo metodi tradizionali. 

Fagiolo Cosaruciaru, presidio Slow Food

Nel periodo del raccolto veniva portato in città sui carrettini e lo vendevano ai negozianti locali spuntando un buon prezzo.
Un Presidio ha riunito gli agricoltori di Scicli che ancora coltivavano cosaruciaru – alcuni dei quali hanno circa ottant’anni, e sono stati proprio loro i protagonisti principali di questo recupero – mettendo su carta un disciplinare di produzione che ne garantisca la conservazione e la coltivazione sostenibile. I semi sono conservati e riprodotti dagli stessi contadini del Presidio.

Il progetto è stato avviato grazie alla collaborazione della locale Sezione Operativa dell’Ente di Sviluppo Agricolo e al sostegno dell’Assessorato Regionale delle Risorse Agricole e Alimentari, e intende valorizzare la coltivazione del fagiolo in pieno campo, riaffermare una tradizione locale che sembrava scomparsa e fare in modo che diventi un’opportunità per gli agricoltori sensibili alla qualità delle produzioni e alla conservazione della biodiversità.